La piattaforma Together Price permette di condividere con altri utenti un abbonamento a servizi come Spotify, DAZN, Now TV, Office 365 e Netflix. Ma la condivisione di account multi-utente di questo tipo, cioè tra persone che ovviamente non rappresentano un nucleo domestico nel senso tradizionale, è legale e rispettosa dei termini d’uso del servizio?Gli account familiari sono, appunto, generalmente destinati ai nuclei domestici: persone che vivono sotto uno stesso tetto e, quindi, possono risparmiare con un unico maxi-account. Tale regola di base viene spesso arginata e anche fra amici e colleghi, i quali, come detto in precedenza, condividono account multi-utente.Per vederci meglio, navigando in rete ho trovato qualche risposta diretta delle aziende proprietarie dei vari abbonamenti.

Nintendo: “La pratica è legittima”

Nintendo è stata la più chiara: si può fare. Le condizioni d’uso dell’abbonamento Nintendo Switch Online specificano che può essere condiviso “pur non rappresentando un nucleo familiare“.

Fino a 8 persone possono, quindi, suddividere un abbonamento al servizio online per la console senza che sottostare a particolari restrizioni riguardo alla gestione dei dispositivi o alla geolocalizzazione.

Per Now TV e Netflix vale la regola del “nucleo domestico”

Il discorso si fa meno chiaro quando vengono coinvolti Now TV e Netflix, ossia due dei servizi più gettonati su Together Price, che ribadiscono di poter condividere legalmente solo ai membri dello stesso nucleo familiare, e che quindi, vivano sotto lo stesso tetto.

Netflix ha rimandato ai termini d’uso del servizio, che specificano che i contenuti sono “destinati esclusivamente ad un uso personale e non commerciale e non possono essere condivisi con persone al di fuori del tuo nucleo domestico“. Non è chiaro, però, in base a quali parametri Netflix identifichi un “nucleo domestico”: vengono usati parametri come l’indirizzo IP o la posizione dei dispositivi che usano l’account contemporaneamente? Oppure incide la regolarità di una visione contemporanea da dispositivi connessi alla rete da luoghi molto distanti tra loro? Non è chiaro e Netflix non ha fornito informazioni specifiche.

Lo stesso discorso vale anche per Now TV. A specifica domanda, la società ha rimandato alle condizioni del servizio, che parlano di “uso personale e nell’ambito familiare e domestico, restando inteso che non è consentito diffondere e distribuire né a fini commerciali né a scopo di lucro i contenuti oggetto del servizio in ambienti e locali pubblici e/o aperti al pubblico e comunque in luoghi diversi dall’ambito familiare e domestico“.

Spotify preferisce non prendere una posizione netta.

Interrogata dal sito DDAY sulla questione, Spotify ha invece preferito non commentare.

Secondo DAZN è una pratica illegale

Interrogata da DDAY.it sulla questione, DAZN ha negato di aver alcun accordo commerciale con Together Price. Inoltre, la società ha spiegato che una simile pratica di condivisione dell’account DAZN è illegale.

Il nocciolo della questione risiede nel fatto che DAZN non offre alcun abbonamento familiare: i quattro dispositivi su cui è possibile usare il servizio contemporaneamente non devono essere interpretati come quattro luoghi diversi da cui usufruire dello streaming di DAZN.

Together Price prende le distanze

Da parte sua, Together Price cosa dice? Nelle FAQ presenti sul sito ufficiale, è presente una domanda specifica: “La condivisione è legale?” La società scrive che la condivisione degli account “deve avvenire rispettando i termini d’uso del servizio in abbonamento“.

Inoltre, Together Price prende un po’ le distanze sottolineando la sua natura di intermediario. “Together Price fornisce agli utenti semplicemente un’infrastruttura informatica per agevolare la raccolta delle quote e l’utilizzo di piani multi licenza o multi account“.

Together Price applica una commissione dal 18 al 30% sulla quota inviata dall’utente per la condivisione dell’abbonamento. Molti servizi, tra cui Netflix e Spotify, hanno un “costo di gestione” di 0,99 euro.